Sedile del Nilo

Arma del Sedile

un cavallo rampante nero in campo oro.

Il Sedile di Nilo

Era anticamente denominato “Alessandrino” per la presenza dei mercanti di Alessandria (attuale Egitto), che avevano la loro chiesa dedicata a S. Atanagio, patriarca di Alessandria. In epoca rinascimentale il Sedile cambiò il suo nome per il rinvenimento nel 1476 nell’attigua piazzetta, della statua di marmo rappresentante il grande fiume egiziano Nilo che, poiché risultava senza la testa che era andata perduta nel corso dei secoli precedenti, fu chiamata “Corpo di Napoli”.

Secondo altre fonti il nome del Sedile si alternò spesso con quello di Nido, per la folta presenza in questo quartiere di nidi di uccelli o per l’insistenza in zona dell’Università degli Studi voluta da Re Federico II, di studenti-scolari dediti allo studio dei volatili. Secondo altre fonti, invece, la denominazione “Nido” deriverebbe dal fatto che in questa zona sorgeva una cappella dedicata alla “mangiatoia”, assimilabile ad un nido, di uno dei primordiali presepi: Santa Maria ad Praesepium.
Il seggio di Nilo risulta tra quelli più antichi della Città; risulta, infatti, citato in alcuni documenti amministrativi del 1200, tanto da essere detto “Tocco Maggiore”. La primordiale sede era situata presso la chiesa di S. Angelo a Nido (tra i vicoli di Donnaromita e del Salvatore) e poi fu collocata presso la casa della famiglia degli Afflitto. Successivamente, nel 1476, i cavalieri comprarono un locale sito al Largo del palazzo dei de Sangro e lo restaurarono tra il 1507 ed il 1517. Altra sede fu il palazzo appartenuto ad Antonio Beccadelli (detto il Panormita), nell’attuale Vico del Nilo volgarmente conosciuto come Vico degli ‘Mpisi perché era attraversato dai condannati a morte per impiccagione durante il loro percorso verso il patibolo.

Seggi minori erano

–    Seggio di Arco, in Via dei Tribunali, nei pressi della oggi scomparsa torre dei Vulcani, ai tempi della fondazione di Neapolis, residenza del magistrato ellenico Arconte. Aveva per arma un arco finemente lavorato poggiante su due antiche colonne, a simboleggiare la raffigurazione del portale dell’antico palazzo di città.
–    Seggio di Gennariello, ad Diaconiam, nei pressi della chiesa di San Biagio Maggiore e di San Gennaro all’Olmo, tra Via San Gregorio Armeno e Via San Biagio dei Librai, dove sorgeva un porticato che accoglieva i diaconi della città per l’elargizione di elemosine ad orfani e vedove.
–    Seggio di Casa Nuova, in Via San Biagio dei Librai, nei pressi del palazzo della famiglia Marigliano, duchi del Monte, ed al monastero di Montevergine.
–    Seggio di Fontanula così detto per la presenza di una piccola fontana nel vicolo di Mezzocannone o forse anche per la presenza della nobile famiglia Fontanuola. .