L’Associazione “I Sedili di Napoli – Onlus” ha adottato come logo identificativo un rosone a sedici assi radiali.

Il perché di questa scelta è facilmente comprensibile a chi già conosce il significato di questo elemento architettonico che impreziosisce da secoli le innumerevoli cattedrali e chiese del nostro Continente ma, per chi non ha mai avuto modo di soffermarsi sulla simbologia del rosone “gotico”, forniamo a seguire una brevissima sintesi.

Il rosone è costituito da una struttura composita di due simboli primordiali e portanti: il quadrato ed il cerchio; il secondo inscritto nel primo. Questi due elementi geometrici rappresentano il mondo celeste (il cerchio) ed il mondo terrestre (il quadrato); cioè l’armonia incorruttibile di Dio e la fragilità delle cose terrene.

Il cerchio inscritto nel quadrato, indica, nel rosone, la rotazione temporale; il passaggio dal presente al tempo futuro ed il rinnovarsi del tempo ma anche la “discesa” del celeste nel terrestre.

I rosoni sono dunque, “porte di comunicazione” tra il mondo divino e quello dell’uomo; sono più ampie nella parte rivolta all’interno e più strette nella parte esterna perché la luce, specchio della Rivelazione Divina, penetra nella chiesa che simboleggia l’interiorità dell’uomo, attraverso spiragli talvolta piccoli ma, una volta penetrata, si diffonde immediatamente nell’esperienza della contemplazione.

Il rosone, inoltre, ha anche la funzione di “guardiano” della comunità credente e di “avvertimento” nei confronti di chi non ha un animo puro. Così come i leoni o gli animali fantastici, posti a guardia del portale d’ingresso delle cattedrali, il rosone “diffida” i “posseduti” dall’entrare.

Il numero dei petali (e dei suoi multipli) della grande rosa di pietra e vetro, varia a seconda del significato che si vuole manifestare; il rosone “adottato” dall’Associazione I Sedili di Napoli, è composto di 16 petali, numero multiplo di otto, ed il numero 8 è associato alla Rigenerazione.

Il colore rosso dei caratteri della denominazione “I Sedili di Napoli – Onlus” vuole significare il legame di sangue” la “fraternità” che deve contraddistinguere la comunità associativa; elemento caratterizzante degli antichi Sedili di Napoli e prima ancora delle primordiali Fratrie della Neapolis greco-romana.
Il legame di sangue; il principio della “parentela” è, d’altro canto, uno dei fattori principali della Napoletanità che si riflette nel rapporto che la gente di Napoli ha sempre “intrattenuto” con i suoi Santi Patroni che sul sangue, fondano e consolidano, nel tempo, il rapporto con i Napoletani: da San Gennaro a Santa Patrizia.